Blog BTSA

Migliorare la stabilità ossidativa degli oli ricchi di PUFA attraverso l’ottimizzazione dei tocoferoli naturali

estabilidad oxidativa en aceites ricos en PUFA

La domanda globale di oli ricchi di acidi grassi polinsaturi (PUFA) continua a crescere. Consumatori e formulatori ricercano oli come quelli di pesce o di alghe per i loro riconosciuti benefici nutrizionali e funzionali. Tuttavia, questa stessa ricchezza biochimica che rende questi oli così preziosi li rende anche altamente suscettibili all’ossidazione. Gestire l’ossidazione di queste matrici è fondamentale per soddisfare le aspettative dei consumatori in termini di qualità.

La soluzione consiste nel progettare un sistema antiossidante specificamente adattato alla composizione dell’olio, alla sua applicazione finale e ai requisiti di shelf life.

Progettazione di sistemi antiossidanti per matrici lipidiche ricche di PUFA

Non tutti gli oli si ossidano alla stessa velocità né attraverso gli stessi meccanismi. La suscettibilità all’ossidazione di una matrice lipidica è determinata principalmente dal suo profilo in acidi grassi, in particolare dal numero e dalla posizione dei doppi legami nella catena carboniosa. Gli oli ricchi di EPA e DHA, come gli oli di pesce e di alghe apprezzati per le loro proprietà nutrizionali, rappresentano le matrici più sensibili e possono deteriorarsi rapidamente se esposti a condizioni sfavorevoli.

Questa variabilità chimica implica che la progettazione di un sistema antiossidante debba iniziare con una caratterizzazione accurata della matrice lipidica. Tra i parametri principali figurano il grado di insaturazione, il contenuto naturale di tocoferoli, la presenza di metalli pro-ossidanti, l’attività dell’acqua e le condizioni previste di lavorazione e conservazione. L’efficacia di un antiossidante dipende dalla combinazione della sua reattività chimica, delle sue proprietà fisiche e delle sue interazioni con gli altri composti presenti nella formulazione.

I tocoferoli sono gli antiossidanti più utilizzati a livello industriale per la protezione dei lipidi. Agiscono cedendo un atomo di idrogeno fenolico ai radicali perossilici lipidici, interrompendo così la fase di propagazione della degradazione ossidativa. Tuttavia, l’efficacia di un sistema a base di tocoferoli dipende in larga misura dall’omologo selezionato. Dal punto di vista chimico, l’α-tocoferolo è generalmente considerato il più reattivo, seguito da β-, γ- e δ-tocoferolo. Tuttavia, i risultati ottenuti in vitro nei diversi sistemi lipidici non seguono sempre questo ordine teorico: l’efficacia di ciascuna isoforma negli oli sfusi o nelle emulsioni dipende fortemente dalla matrice specifica, dalla concentrazione utilizzata e dalle molecole presenti nel sistema [1].

Ottimizzazione del dosaggio ed effetti della soglia pro-ossidante

Uno degli aspetti più critici nell’impiego dei tocoferoli riguarda la gestione della concentrazione. La relazione tra la dose di tocoferoli e la loro efficacia antiossidante non è lineare. A basse concentrazioni i tocoferoli agiscono efficacemente come scavenger dei radicali liberi. A concentrazioni elevate, invece, possono manifestare un comportamento pro-ossidante.

Non tutte le isoforme dei tocoferoli presentano la stessa tendenza al comportamento pro-ossidante. Il γ- e il δ-tocoferolo mostrano una minore propensione rispetto all’α-tocoferolo, grazie alla loro ridotta capacità di ridurre i metalli e alla loro attitudine a formare composti dimerizzabili che mantengono attività antiossidante.

La soglia oltre la quale si verifica questa inversione dipende dal sistema e rimane difficile da prevedere in modo universale. Un recente articolo che analizza i risultati di numerosi studi suggerisce che, al di sotto di circa 200 ppm, i tocoferoli esercitano quasi esclusivamente un’attività antiossidante. Al di sopra di tale concentrazione, il loro comportamento diventa frequentemente pro-ossidante, ad eccezione dei casi in cui il livello iniziale di ossidazione dell’olio sia molto basso [1].

Ciò non significa che esista un limite di sicurezza universale. L’intervallo di concentrazione ottimale varia in funzione del tipo di olio, dell’isoforma utilizzata, della disponibilità di ossigeno, della temperatura e della presenza di co-antiossidanti. Questo evidenzia anche l’importanza di ottimizzare la concentrazione invece di massimizzarla. Nel caso dei tocoferoli, una quantità maggiore non significa necessariamente una protezione migliore.

Per i formulatori, ciò comporta un’importante implicazione pratica. È fondamentale eseguire una rigorosa valutazione della risposta alle diverse dosi in condizioni rappresentative della lavorazione e della conservazione reali. Metodi di ossidazione accelerata, come il test Rancimat, insieme al monitoraggio del valore di perossidi e del valore di anisidina nel tempo, consentono di definire con affidabilità l’intervallo di concentrazione efficace e sicuro per ogni applicazione.

Strategie antiossidanti sinergiche per formulazioni clean label

Lo sviluppo di combinazioni sinergiche che agiscono in diversi punti della cascata ossidativa rappresenta un approccio efficace e scientificamente fondato per potenziare l’attività dei tocoferoli. Questi effetti sinergici si basano su tre principali meccanismi:

  • Agire insieme ai tocoferoli, condividendo il carico ossidativo e prevenendone il consumo prematuro.
  • Rigenerare chimicamente i tocoferoli ossidati riportandoli alla loro forma attiva, prolungandone così l’efficacia protettiva.
  • Chelare gli ioni metallici che innescano il processo ossidativo nelle sue fasi iniziali, riducendo il numero di radicali che i tocoferoli dovranno successivamente neutralizzare.

Quest’ultimo meccanismo è particolarmente importante negli oli ricchi di PUFA. Metalli in tracce come ferro e rame sono tra i più potenti promotori dell’ossidazione lipidica. Anche a concentrazioni molto basse accelerano la decomposizione dei prodotti di ossidazione già presenti in nuove specie reattive, amplificando rapidamente la cascata ossidativa. L’impiego di agenti chelanti consente di bloccare questa attività fin dalle fasi iniziali, ottenendo un effetto protettivo superiore a quello che ciascun ingrediente potrebbe offrire singolarmente.

Dal punto di vista normativo e del mercato, le esigenze delle formulazioni clean label aggiungono un ulteriore livello di complessità alla progettazione dei sistemi antiossidanti. I formulatori devono sempre più dimostrare che la loro strategia di stabilizzazione si basa su ingredienti di origine naturale e facilmente riconoscibili dal consumatore, senza compromettere le prestazioni.

BTSA ha sviluppato Tocobiol Blends®, una soluzione antiossidante personalizzata che combina tocoferoli naturali con ingredienti complementari, tra cui palmitato di ascorbile, lecitina, gallato di propile ed estratto di rosmarino, selezionati per ottenere gli effetti sinergici descritti in precedenza. Ogni formulazione viene adattata alle esigenze specifiche dell’applicazione, con l’obiettivo di massimizzare la capacità antiossidante utilizzando la minima dose efficace e senza alcun impatto organolettico.

Per le matrici lipidiche ricche di PUFA, Tocobiol Blends® offre una soluzione tecnicamente solida e personalizzabile per prolungare la shelf life e preservare la qualità del prodotto lungo l’intera catena di distribuzione.

Fonti

[1] Barouh N, Bourlieu-Lacanal C, Figueroa-Espinoza MC, Durand E, Villeneuve P. Tocopherols as antioxidants in lipid-based systems: The combination of chemical and physicochemical interactions determines their efficiency. Compr Rev Food Sci Food Saf. 2022;21:642–688. https://doi.org/10.1111/1541-4337.12867

Compartir esta entrada


Document Download